HOTEL VILLA FRANCA        

Select Language:     EN   | IT  

Prenota

Villa Franca Hotel Positano

C’era una volta a Napoli: i grandi nomi della sartoria napoletana

07/04/2021

Affacciata sul mare, come una sirena, Napoli da tempo immemore ammalia ed incanta tutti. A volte, è difficile comprenderla. Ma nessuno è immune al suo fascino, alla sua storia, folklore, arte, musica, buona cucina, e alla sua tradizione sartoriale. Napoli è stato, ed è ancora il luogo di nascita e formazione dei più importanti sarti d’Italia. Non è una sorpresa che qualche anno fa il New York Times e il Financial Times si siano interessati alla sartoria napoletana e le sua tradizione.

Napoli è la città dalle mille sfaccettature. Stile, creatività ed eleganza si incontrano nei suoi vicoli, e si scontrano con una realtà a volte problematica. La tradizione sartoriale può essere una scappatoia, un punto di svolta per quelli che vogliono dar vita ad opere d’arte. Perché è questo che sono gli abiti realizzati all’ombra del Vesuvio, opere d’arte che racchiudono in sé la storia stessa della città. Questa storia inizia nel 1351, anno di nascita della Confraternita dei Sartori, nel periodo in cui Napoli, capitale del Regno delle Due Sicilie, era il punto di riferimento della moda e del costume, al pari di Parigi. A differenza dello stile pomposo francese, l’abito sartoriale napoletano è elegante ma mai troppo ingessato. La giacca si riconosce per la manica più corta, che lascia intravedere il polsino della camicia, oltre che per le spalle leggere prive di imbottitura e la schiena sfoderata, che permettono all’uomo di muoversi e di gesticolare con disinvoltura. Questi piccoli dettagli conquistarono nobili e sovrani, personaggi dello spettacolo e uomini d’affari, e ancora oggi sono segni riconoscibili di una tradizione intramontabile.

La storia della sartoria maschile napoletana è davvero lunga e ricca di grandi nomi. Quelle che in passato erano solo piccole botteghe di artigiani ora sono industrie internazionali conosciute in tutto il mondo.


Vediamo quali sono i nomi che ancora oggi fanno grande Napoli

CESARE ATTOLINI

tutto inizia nel 1930, quando Vincenzo Attolini da nuova vita ai classici completi da uomo, rendendoli leggeri e meno ingessati. Il suo scopo era quello di creare abiti imperfetti per corpi imperfetti. Tra i suoi clienti Totò, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni e Clark Gable, oltre al re Vittorio Emanuele III e il Duca di Windsor. 


LUIGI BORRELLI

fondata nel 1957, parla di tradizione di famiglia. La sua storia inizia nel 1928, quando la madre di Luigi, Anna, decide di aprire un laboratorio per il confezionamento di capi sartoriali. Con Luigi, poi, l’atelier darà vita a piccoli oggetti d’arte, molto amati dagli intenditori, e che riscuotono un grande successo, venendo anche insignito del titolo di “Fornitore della Real Casa Savoia”. A partire dal ’77 il brand si espande, realizzando capi casual, oltre ai classici completi.


KITON

le parole chiave sono amore, passione e maestria. Il fondatore del marchio è Ciro Paone, uomo da sempre innamorato della qualità ha saputo trasformare il suo “semplice” lavoro di artigiano in una vera arte. Nel 1968 nasce il progetto Kiton, una bottega artigianale con poco più di 40 sarti. Anno dopo anno il progetto ha avuto sempre più successo, conquistando molti paesi esteri, approdando nel 1986 a New York, poi in Cina e Corea. Per consolidare l’azienda e conservare i segreti dell’arte sartoriale nel 2001 è stata fondata la Scuola di Alta Sartoria Kiton.


EUGENIO MARINELLA

nel 1914 Eugenio decise di aprire la sua bottega in Piazza Vittoria sull’elegante Riviera Chiaia di Napoli. Complice la posizione strategica, il lungomare era il luogo preferito dai nobili per passeggiare. Con grande spirito imprenditoriale e talento, il marchio divenne uno dei più conosciuti d’Italia. Il declino della nobiltà napoletana fa sentire i suoi affetti sulle vendite ma Eugenio continua a lavorare senza mai fermarsi. Negli anni ’80 Francesco Cossiga diviene un vero e proprio testimonial del marchio, e così gli articoli Marinella, specie le cravatte, iniziano ad essere conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.


EDDY MONETTI

la storia inizia nel 1870 a Napoli in Via Toledo dove Eduardo Monetti apre il primo negozio, dedicato esclusivamente ai cappelli. In seguito, il figlio Salvatore amplierà la produzione con cravatte e accessori vari. Ad inizio anni 60, si giunge alla terza generazione, e l’azienda moltiplica i suoi punti vendita, arrivando prima a Roma e Milano, e poi fuori dai confini nazionali. Oggi, dopo quasi 150 anni dalla fondazione del marchio, la Eddy Monetti rimane un’azienda di famiglia, che trasmette al mondo il suo gusto raffinato, unito ad un pizzico di stravaganza.


ISAIA NAPOLI

la nascita del marchio risale al 1920, grazie alla felice intuizione di Enrico Isaia, che aprì un negozio di stoffe, affiancato poi da un laboratorio dove sarti esperti realizzano completi da uomo. Ma è negli anni ’80 che inizia il vero processo di industrializzazione del brand, che vede il suo successo crescere. È il periodo delle grandi distribuzioni in Europa, America ed Asia. Il punto di forza è ancora oggi, il forte attaccamento alle sue radici e alla sua città, Napoli. Anche l’uomo Isaia deve rispecchiare Napoli: deve essere passionale, irriverente ed elegante.


SHARE: